“Donna Sicilia”, la bozza originale

“Donna Sicilia” è un racconto breve che ho scritto nell’estate del 2005 e che ha vinto il I° Premio all’interno del torneo letterario Leonardo Da Vinci, indetto a Napoli anni fa. Quando ero una mocciosetta, insomma.
Oggi avrei dovuto pubblicare il testo per condividerlo con voi, e riprendere il lavoro con la rubrica Aware; e invece, devo posticipare l’uscita. Il punto è che i fogli sbiaditi dal tempo che avevo recuperato non costituiscono la versione “finale” del brano, come erroneamente pensavo. Non sono che la bozza iniziale, quella scritta a mano su un taccuino, in riva al mare. Il ricordo è ancora molto forte.
Così, per farmi perdonare, vi invito a leggere quest’assaggio. Non avrei mai creduto di condividere con voi delle bozze, un giorno; sono, a mio giudizio, la parte più intima, impulsiva e delicata su cui poggia qualsiasi scritto.
Tuttavia, è sempre un piacere! Perciò, mi auguro sia lo stesso per voi e vi auguro buona lettura.
Intanto… metterò su una squadra di ricerca capitanata da Indiana Jones munito di frusta e Amaro Lucano, pur di ritrovare l’antico reperto.

La Sicilia è terra aperta, di sole. La Sicilia a volte è terra arsa, gialla, scottata, ma anche palme e mare azzurro. La Sicilia è passione, ma anche nostalgia. Non è che un paese, uno come tanti.  La Sicilia è mille colori, è blu, è verde, è grigia. E’ quel sorriso pieno di cordialità dipinto sul volto delle persone per le strade, quel sottofondo musicale che ti accompagna passeggiando tra le bancarelle. La Sicilia sono gli occhi cangianti di un ragazzo scuro come la sua terra, che ti guarda aspettando d’essere ricambiato, e di scambiare un palpito del cuore. La Sicilia è quell’orizzonte che sfuma in lontananza, coi suoi nobili palazzi, e la dignità del passato. La Sicilia è l’attesa, la pazienza impressa sul viso di un vecchio pescatore, seduto su uno scoglio come suo trono; è il re che ha perso tutto, ancorato alla canna da pesca come scettro, l’uomo consapevole che l’unica via di salvezza sia perdere lo sguardo in mare. La Sicilia è questo vento che tutti bramano e nessuno immagina di incontrare proprio qui. E’ il rombo scattante di una Vespa su cui fuggono due ragazzi innamorati. La Sicilia è una pianta grassa e spinosa, ma petali di rosa al calare del sole. E’ una schiena nuda su cui atterrare, un’amaca su cui lasciarsi andare. La Sicilia è un posto come tanti, e ce ne sono di migliori; ma è anche la penna di una ragazza che scrive, sdraiata a terra, dimentica della Sicilia.

(…)

Mi piace pensare che questa terra, colma d’antichità, abbia inviato uno spirito a indicarmi le parole da scrivere per raccontare la Sicilia. Di questi alberi, di queste onde, e di questa gente tra cui voglio rimanere sola, e che spero presto di abbandonare.
Questa è la Sicilia. La Sicilia è un vento sconosciuto che travolge tutto, ed entra nella tua vita.

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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