Colazione Internazionale: recensione di R. Nigro di SMARTLeT

In armonia con la presentazione del romanzo Colazione Internazionale assieme all’Associazione Culturale SMARTLeT, presso il caffè letterario Portico340 di Napoli (Via dei Tribunali 340), ho il piacere di segnalarvi la recensione del libro scritta da Rosalina Nigro. Ricordo a tutti i lettori che la Dott.ssa Nigro è una Ispanista: il suo campo di ricerca riguarda il legame della cultura ispanica con la città di Napoli, dal punto di vista letterario e dello sviluppo di strategie turistico-culturali innovative. Come Membro di SMARTLeT si occupa, principalmente, dell’Area Progettazione.

Colazione Internazionale
Recensione di R. Nigro

Raccontare pedissequamente la trama del romanzo significherebbe privare innanzitutto i futuri lettori del piacere di un nuovo viaggio letterario ma anche svelare troppo e subito una giovane scrittrice che, come tale, va “assaporata” attraverso il gusto delle sue parole. Ho usato l’espressione “viaggio letterario” perché il viaggio, inteso come metafora della vita nella più nota e classica letteratura di tutti i tempi, significa, in questo caso, il percorso intrapreso da Gloria, la protagonista del romanzo, che prevede a sua volta tre tappe differenti ma indispensabili l’una all’altra.

  1. Il posto sicuro: la casa, il luogo in cui l’affettività si esprime attraverso la semplicità di gesti rituali che conferiscono spessore emotivo ai rapporti familiari e amichevoli di sempre e a quelli nuovi e inaspettati plasmati nel corso dell’esperienza all’estero.

  2. La scelta: il momento in cui la giovane protagonista pianifica il suo progetto per il futuro e lo persegue in maniera equilibrata e consapevole.

  3. L’altro e l’altrove: il viaggio alla scoperta di sé e del mondo.

Quello intrapreso da Gloria è un percorso al contempo reale e intimo: una giovane ragazza si incammina verso un nuovo mondo fatto di tante piccole scoperte che le serviranno per delineare prima e affermare poi la propria personalità, i propri sogni e le proprie ambizioni e passioni. È un viaggio alla scoperta di sé che prevede, pertanto, il cambiamento e l’apertura verso l’altro. La “colazione internazionale” che la protagonista impara ad apprezzare – anche nel vero e proprio senso culinario del termine – non è altro che espressione della voglia di conoscenza e condivisione di culture e valori differenti dai suoi, rappresentati dai ragazzi coi quali Gloria vive in quella che considera una delle metropoli più cosmopolite d’Europa, Londra.

Uno dei temi portanti della narrazione è, infatti, quello della diversità, diversità intesa come una moltitudine di culture che insieme formano – o dovrebbero formare – l’unicità dell’essere umano dotato di valori e saperi compartecipati. Un gruppo di ragazzi, provenienti da paesi diversi, si ritrova a condividere il quotidiano, inteso come lieto momento di aggregazione ma anche come momento in cui è più difficile non solo esprimere ma anche comprendere le peculiarità dei propri caratteri, dei propri vissuti e dei propri bagagli socio-culturali.

Non mancano nel romanzo tematiche sociali quanto mai attuali e importanti. Sono tematiche affrontate in maniera “delicata” ma incisiva perché, molte volte, riguardano i problemi della terra natia che solo la sensibilità di una giovane donna autoctona è in grado di raccontare con parole che non sono né di condanna né di rifiuto nei confronti della sua città. Sono piuttosto spunti che invitano a una riflessione attenta e consapevole e a raccontare, attraverso le parole pacate e misurate tipiche della cultura, situazioni che altrimenti resterebbero appannaggio solamente di altri tipi di attenzione.

Invece, informare e denunciare è il compito dell’aspirante giornalista Gloria, la cui vorace curiosità, nei confronti di culture e posti differenti, si traduce in vera e propria conoscenza di fatti storici, politici e sociali relativi, molto spesso, a quei paesi in cui i diritti dell’uomo non sono tutelati allo stesso modo. Ma anche quando il racconto si fa quasi un vero e proprio reportage giornalistico o una pacata confessione, non manca mai un profondo senso etico di rispetto nei confronti di avvenimenti di attualità socio-politica, di sentimenti o di dolori personali e altrui.

Filo conduttore della narrazione rimane dunque il percorso personale di Gloria, fatto di affettuosità reciproca con la sua “base sicura”, la famiglia, e coi nuovi amici che diventeranno la sua “casa” londinese; di ambizione e dedizione con cui si dedica allo studio e ai suoi interessi: i viaggi, la musica, il cibo – delle più diverse etnie – e l’oriente nelle sue varie sfaccettature, da quella artistica e letteraria a quella della sua storia millenaria. Tutto ciò è reso possibile grazie al miscuglio sapiente di determinazione, prove e scelte, gli stessi ingredienti che sperimenta un cuoco per arrivare a cucinare l’ “omelette perfetta”, e grazie al misurato equilibrio personale, raggiunto attraverso l’esperire la vita, i suoi valori e i suoi piaceri e dispiaceri. Lo stesso equilibrio tiene insieme Gloria e Ethan – due anime più che due corpi – che, come la tartaruga e il serpente, possono raggiungere l’immortalità dell’unione poiché si riconoscono non quando hanno semplicemente bisogno l’uno dell’altro ma quando sono ormai capaci di gioire dell’incontro inatteso e premonitore delle loro vite.

Rosalina Nigro

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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