Niente, di Janne Teller

cover

“Perché non ammettere da subito che niente ha senso,
e poi godersi in pace quel niente?”

Dal momento in cui Pierre Anthon abbandona la scuola e si insedia sul ramo di un albero, Agnes e gli altri suoi compagni non riescono a darsi pace: non perché gliene importi realmente qualcosa di lui, ma perché non capiscono. Non comprendono né accettano la sua visione delle cose: che la vita sia priva di senso, e che ogni azione non porti a nulla. Decidono così di dimostrargli il contrario: nel tentativo di convincerlo a tornare con i piedi per terra, collaborano per mettere insieme un Merzbau, una “catasta del significato“. Ognuno deve sacrificare qualcosa dal gran valore, e ciascun adolescente sceglie il prezzo che il prossimo dovrà pagare.

Niente è la storia di un rapido degrado dell’infanzia e di un brusco ingresso nella realtà adulta, compiuta nel modo sbagliato. Costretti a fissare negli occhi la personificazione del nichilismo, Agnes e i suoi compagni perderanno gradualmente la ragione.
L’aggregazione e la ritualità della loro missione – anziché proteggerli – li renderà schiavi inconsapevoli di un fanatismo di cui soltanto l’innocenza più superficiale può macchiarsi, divenendo macchinosamente crudele. E trascina tutti sino all’ultima pagina del libro e al tragico epilogo.

Quando ho letto questo libro, le cose che mi hanno colpito di più sono state tre.
La prima, di natura puramente “tecnica”: ci si accorge da subito che l’italiano non è stato tradotto – come il più delle volte – dall’inglese, bensì dal danese, lingua madre dell’autrice. Quest’aspetto contamina, a mio parere, non poco l’approccio alla lettura di un testo che già di per sé ha uno stile secco e piuttosto spedito, e per questo piacevole. Soprattutto, funzionale alla storia: se la Teller avesse raccontato degli eventi di Niente con maggior lentezza, le tematiche trattate sarebbero state ancora più pesanti da digerire.
La seconda: Pierre Anthon, il ragazzino che si insedia sull’albero di susine a godersi il proprio “niente”, è l’unico che non cambia per tutto il corso del romanzo. Agnes e gli altri, invece, subiscono una vera e propria metamorfosi di cui l’autrice ci fa prendere coscienza gradualmente. In maniera tanto naturale che, quando gli eventi prendono una brutta piega, restiamo col fiato sospeso nonostante ci aspettassimo già una cosa del genere. Quindi, complimenti alla penna di Janne.
La terza: in questa storia, il mondo degli adulti è completamente assente. I ragazzi sono allo sbando e non c’è nessuno che si accorga di quanto stia accadendo in città. E questa non sembra esser stata una scelta dettata dall’esigenza di puntare le luci sui protagonisti: è un messaggio. Un grido d’allarme, un suggerimento alle persone incastrate in quella fascia d’età che, se mal vissuta, impedisce di ricordare quanto il processo di crescita interiore sia fragile, e bisognoso d’attenzioni.

Questo romanzo arriva in Italia nel 2004, a 12 anni dalla sua pubblicazione all’estero, con un altro titolo: L’innocenza di Sofie. Oggi è edito dalla Feltrinelli, mentre all’estero – soprattutto in Spagna e in Francia – molte librerie ancora si rifiutano di venderlo. Eppure, la critica l’ha esaltato come uno dei romanzi di maggior successo dell’era contemporanea.
Io sono totalmente d’accordo: non vi imbatterete di certo in una prosa stilisticamente articolata, tuttavia non molti libri sono capaci di trattare la degenerazione dell’adolescenza e il senso della vita con tanta freddezza, lucidità e – se vogliamo – crudeltà.

Niente è un libro adatto a gente adulta: e non mi riferisco soltanto all’età, ma allo stato mentale. Niente è un romanzo che potete concedervi se siete persone salde e con pochi dubbi circa la vostra esistenza; per chi non ha paura di addentrarsi nell’angolo buio dell’essere umano, e per chi è capace di tornare indietro dopo la sua lettura.

Janne_Teller_portrait

J. Teller, ex consulente politico-economico per l’UE e l’ONU, scrittrice di successo e autrice di “Niente”, edito da La Feltrinelli in Italia.

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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