Punti (uniti) di vista: lettore e scrittore

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri
che quando li hai finiti di leggere vorresti che
l’autore fosse un tuo amico per la pelle e
poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”
J. D. Salinger

Ho vissuto una cosa simile, proprio di recente, da entrambe le prospettive.
Dal punto di vista del lettore: è accaduto quando, durante lo scorso Lucca Comics, ho incontrato la scrittrice di fantasy Licia Troisi. Considerando che da ragazzina divoravo i suoi libri – ed ero (in)fermamente convinta di essere la reincarnazione di un cavaliere di drago -, mi sono sentita morire dalla voglia di riempirla di domande. E a pensarci, se oggi incontrassi Haruki Murakami per strada, commetterei un sequestro di persona senza pormi il benché minimo dubbio civico o morale.

Bene, questo in veste di lettore. Veniamo al punto di vista dello scrittore.

Una telefonata, come già ce ne erano state tante in passato, durante le quali si era parlato di tutto e niente: degli esami universitari, del tempo che corre più di Bolt, delle vecchie risate al liceo, della prossima serata al ristorante cinese. Questa volta, invece, si è parlato di Colazione Internazionale, il mio primo libro edito, che ha dato il nome – e il via! – a questo blog.
La voce dall’altra parte del telefono mi ha detto di aver letto il romanzo tutto d’un fiato e di essersi divertita ed emozionata, forse davvero quanto speravo. Mi ha detto che un giorno si e un giorno no torna a leggere determinati brani, poiché ricorda di poter trovare una risposta ad alcune delle sfide reali nelle parole dei miei personaggi inventati. Mi ha detto che non è stata l’unica a reagire così, nella fase “post-lettura”: altre persone, altre “voci” intorno a lei, che hanno letto il libro, hanno iniziato a costruire e a far qualcosa per cambiare, mettersi in moto, evolvere. Sono nate piccole idee, piccoli progetti; alcuni li conosco, altri no, e neanche so se alcuni si concretizzeranno mai in qualcosa di reale.

Si tratta di piccole soddisfazioni dall’enorme valore, perché genuine. Ed è con queste che ricarico la stilografica che tengo arpionata al braccio destro, come un tutore (occhio alla metafora steampunk! 😉 ). E’ una sensazione galvanizzante e bizzarra, pensare che ci sono persone che credono in quello che fai e in ciò puoi fare, e che ancora non hai fatto.

Quindi, non posso che tornare immediatamente al lavoro: contrariamente a quanto avrei immaginato, sto pattinando su due binari diversi contemporaneamente.
Uno mi fa andare avanti e indietro nel tempo, tra guerre e drammi quotidiani.
Un’altro mi ha incastrato a Millie Town.

 

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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