“Terra rossa, luna gialla”

TERRA ROSSA, LUNA GIALLA

Terra, terra rossa. Rossa come il sole morente d’autunno, rossa come ruggine, rossa come sangue secco. E’ quasi un’ora che la respiro assieme a tutta l’aria che mi circonda, avido di vita, sbuffando come un toro alla sua ultima corrida.

-Cosa ci fai lì impalato?! Scatta! Scatta!!!

Un ordine celato da un suggerimento. Faccio quello che mi viene detto, scatto: è per questo che sono lì. Dritto, rovescio, affondo, difesa. Dritto, rovescio, affondo, difesa. E poi, fuga. E ancora: dritto, rovescio, affondo, difesa. Lasciarsi stordire dal sudore non ha senso, ha senso ingoiarlo assieme alla saliva e ignorare quel fastidioso pizzicore che mi provoca sulla ferita ancora fresca, quella che ho sul sopracciglio destro. E pensare che sono stato io stesso a provocarmela, con un gesto nervoso delle dita. L’irrazionalità insita nel nostro sistema nervoso non fa che ricordarmi quanto io sia vittima di me stesso.

Dritto, rovescio, affondo, difesa.

A non essere vittima dei miei sbagli dovranno essere i miei compagni, ma questo sta a me. Pur essendo padroni delle loro vite, non potranno nulla se investiti dall’immaturità dei miei errori. Sono una recluta, una matricola, l’ultimo arrivato: si aspettano che li tradisca, mi perdoneranno se non riuscirò a far gioco di squadra e trascinare la vittoria con la forza tra le nostre fila. E questo mi rende ancora più nervoso.

Dritto, rovescio, dritto, dritto, difesa.

Intorno a me terra rossa come il sangue, le narici ne sono ormai piene, persino le unghie. E i miei compagni, rapidi più di me, affannati quanto me.
Punto su quello che mi riesce meglio: lanciarmi incontro al mio obiettivo guidato da un impulso di cui mi piace pensare di potermi fidare. Tento di rammentare le parole del maestro, mentre di sfuggita lo osservo mentre ci grida cosa fare: quella che stringi fra le mani non è un’arma, ma uno scudo. Non devi colpire con ignoranza, ma respingere con fermezza.

Dritto, dritto, corsa… colpo alto.

Troppo alto, troppo per me, le mie braccia, le mie gambe, i miei muscoli. Salto, nonostante l’amara consapevolezza; il pensiero di non essere stato con le mani in mano però mi consola. Ho rispettato i miei compagni e ce l’ho messa tutta. Mi aspetto una sconfitta, sono pronto a ricevere.
E non a essere colpito a quel modo.

-Fermi tutti, è a terra!

Il dolore alla gola è lacerante. Sento la faringe contrarsi preda di spasmi brucianti, la tosse non mi da’ tregua. Non riesco a fermare le lacrime che tentano invano di consolarmi e distrarmi da quell’arida sensazione, di quella terra così rossa e secca che mi sporca abiti e capelli.

-Ehi tu, stai bene?
E’ il maestro, accorso in mio aiuto. Per un istante tutti si fermano, ciondolando dalle sue labbra. -Ti ha colpito alla gola?
-Si- rispondo, sforzandomi di mantenere ferma la voce.
-Ce la fai a continuare?-
-Certo.-
Un sorriso sollevato sul suo volto, accompagnato da una nota di rimprovero tutt’altro che severo che gli alza il sopracciglio sinistro. Andrà meglio la prossima volta, leggo nei suoi occhi. E resto fermo, disteso. Poi, dei passi mi costringono a fissare il cielo privo di nubi sopra tutti noi. E percepisco il vento.
-C’è una cosa che vorrei chiederti- mi fa la tipa che mi osserva, incuriosita. E’ una matricola come me, ma mi supera in tecnica e velocità.
-E’ vero che nei ristoranti in Giappone, alla fine del pasto, vi servono il tè verde gratis?
La fisso per qualche istante come intontito, rapito dal colorito roseo delle guance e dal fiato che le si condensa davanti alla bocca quando parla.
-Dai… fa’ un sorriso! Non è mica una battaglia, questa. Riprendiamo l’allenamento. Tieni- esclama, ridendo: si china a terra, spolvera la mia racchetta e me la porge, noncurante delle palle da tennis che le cadono dalle mani.
-Grazie- rispondo, incerto su quanto sorriderle. Lei inclina il capo e strizza gli occhi: -Una volta ho pensato che la luna assomiglia a una grande palla da tennis. E’ normale sognare a occhi aperti quando qualcosa cattura a tal punto le tue energie. Non credi?

Tennis_terra_rossa

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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