I miei trip, e quel che verrà

Nel 2011, poco dopo aver conseguito la laurea triennale in Comunicazione, me ne stavo sola soletta su quell’ingombrante lingua di pelle gialla che tutti in casa chiamano “divano”. Era mattina, mi annoiavo, tenevo accesa la tv per regalare un po’ di share a qualche canale Sky. Poi, la voglia di viaggiare: quella non manca mai. Iniziai a fantasticare e, pensando agli hotel in cui avrei potuto trovar riparo la notte, mi soffermai su un aspetto che non tralascio mai prima di una prenotazione (seppur solo ipotetica): la colazione. Avrebbe dovuto essere internazionale, eh si. Patate in padella con salsicce, uova e cornetti salati, ma anche latte e caffè per inviare allo stomaco un messaggio forte e chiaro: sei un campo di guerra, quindi basta gorgogliare e deciditi a digerire. Insomma, una colazione internazionale.

Da lì, la mente parte coi suoi soliti trip. Ne sono vittima spesso, sapete. Se sono seduta in uno dei vagoni della metropolitana, mi basta sfiorare con lo sguardo un uomo con la chitarra per pensare che sia un vagabondo spagnolo in cerca d’arte e pace, dopo una storia d’amore tormentata che l’ha portato persino a rinnegare le proprie origini. Se cammino per strada e un bambino dalla pelle ambrata mi chiede qualche spicciolo, subito immagino la sua casa in Medio Oriente, dove la madre e la sorella l’aspettano fuggendo terroristi e attacchi aerei nella speranza che lui e suo padre tornino a prenderle. Oppure, mi basta incantarmi come un’ebete a fissare un livido di origini ignote sul braccio (urti random per la casa) per immaginare che di notte il mio spirito viva in un’altra dimensione, in un’altra me, che riempie di mazzate elfi oscuri dagli occhi inquietanti e che, per questo, riporta qualche ferita al risveglio nel mondo reale.

Ho tante storie in cantiere, sapete. La paura maggiore è di non riuscire a trasformarle in materia concreta nel modo più giusto.
“Colazione Internazionale” era una di quelle, la più semplice probabilmente. Per farla breve, dopo circa tre anni mi ritrovo a fare i conti con la seconda presentazione di questo romanzo da cui ho scelto di farmi coinvolgere. Non avrò un editore alle spalle, e sono sempre piuttosto incasinata – il multitasking è una responsabilità prima ancora che dote sovrannaturale –  però è uno di quei piccoli risultati a cui non avrei mai pensato in passato. E ci sono riuscita. Quindi, vale davvero la pena continuare. Chissà come andrà in futuro.

Volevo fare una breve intro, e invece mi sono dilungata fin qui. Tutto ciò per dirvi che:

domenica 12 ottobre 2014
ore 17:00
si terrà la 
2° PRESENTAZIONE LETTERARIA ITINERANTE di
“COLAZIONE INTERNAZIONALE”
nella città di Giugliano in Campania, in cui tutto

– nel mondo reale e in quello nella mia testa –
è cominciato.
Vi aspetto presso la nuova sala del
Bar Palumbo, in Via Colonne 82.

Potete seguire gli aggiornamenti sull’evento dalla pagina FB, oppure dal blog. Se invece volete seguire i miei trip mentali, beh… leggete “Colazione Internazionale”, e aspettate il prossimo romanzo.
Ci vorrà del tempo, quindi niente “ANZIA”. Scherzo, quella posso procurarmela da me!

Hasta luego! 😉

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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