Future Library, by Katie Paterson

Cosa pensereste se vi dicessi che in Norvegia sta crescendo una foresta, il cui unico scopo sarà quello di fornire carta per cento opere letterarie che verranno donate al mondo solo nel 2114?

A forest in Norway is growing.
In 100 years it will become an anthology of books.
2014-2114

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Probabilmente ne avrete già sentito parlare: si tratta del Future Library project, l’opera d’arte pubblica frutto della mente brillante dell’artista scozzese Katie Paterson (una delle artiste contemporanee più apprezzate al mondo). Il suo amore per la ricerca l’ha portata a collaborare con operatori di vari settori – scienziati, ingegneri e astronomi – che le hanno consentito di sviluppare un tipo d’arte originale e personale, che ha conquistato persino le sale del Guggenheim di New York e della Scottish National Gallery of Modern Art. Oltre a conferirle la vincita del South Bank Sky Arts Awards per le arti visive proprio quest’anno.
Il fil rouge delle sue creazioni può dirsi il tempo: il cambiamento che questo spettro della quotidianità comporta nelle persone come nelle cose, coinvolgendo l’intera esistenza umana e non. E’ possibile visualizzare le sue creazioni sul sito: http://katiepaterson.org/.

Il progetto: cento autori per cento libri – uno ciascuno – che rimarranno inediti fino al 2114, anno in cui la foresta che ora sta crescendo rigogliosa nei pressi di Oslo verrà abbattuta per fornire la carta necessaria a stampare i romanzi. I testi parte del progetto saranno conservati in una sala apposita della New Public Deichmanske Library di Oslo, dove i nomi degli autori verranno scolpiti nelle pareti di legno per riecheggiare fino al momento decisivo, nel 2114.
Il progetto vede coinvolta in primis la scrittrice Margaret Atwood, la scrittrice canadese pluripremiata e autrice di romanzi come “The Blind Assassin” o “The Handmaid’s Tale“. La scrittrice, entusiasta di far parte del progetto, ha paragonato i libri a “un messaggio nella bottiglia“: quando un autore scrive, non sa fin dove arriverà il suo messaggio né in quanto tempo, né può controllarne il destinatario.

L'artista K. Paterson e la scrittrice M. Atwood, insieme nella "foresta del futuro".

L’artista K. Paterson e la scrittrice M. Atwood, insieme nella “foresta del futuro”.

Museo in progress“, esperimento di “archeologia futuribile”, questo progetto mi affascina e confonde al tempo stesso.
Di certo, un’idea del genere nasce dal desiderio di chi ama profondamente i libri; e il pensiero di custodire, curare e proteggere un patrimonio di cultura cristallizzata dei nostri tempi mi riempie il cuore di romanticismo. Si, proprio quello in stile strum und drang. L’essere umano, quello in grado – e col coraggio – di fermarsi a riflettere senza menzogne sulla condizione esistenziale del presente, non smetterà mai di essere attratto dal sublime, dolce e terrificante come può essere l’infinito. Cosa vuol dire custodire 100 libri per 100 anni prima di donarli al mondo? Per me, vuol dire fingersi immortali. Se ci si mette a lavorare duramente per qualcosa che accadrà quando ormai non esisteremo più, è perché vogliamo convincerci che anche quando chiuderemo gli occhi per l’ultima volta non sarà ancora finita, non davvero. Beh, non è altro che la storia dell’uomo dalle origini.

Qui però subentra quel sentimento amaro e dispettoso: l’ironia. Amo profondamente i libri, la carta, l’inchiostro… insomma, tutto ciò che concede vita materiale a un romanzo. A una storia. Tuttavia, amo profondamente anche la natura. Perché far germogliare una foresta in un ambiente così rigoglioso come la Norvegia per poi radere tutto al suolo? Perché non pensare a una biblioteca digitale, dove sia possibile recarsi per leggere i romanzi in loco con appositi dispositivi oppure scaricarli su un device personale? Senza contare che, sinceramente, ci è ignoto il futuro del cartaceo tra cent’anni: magari in paesi come l’Italia continuerà a coesistere con gli ebook ma altrove, in paesi tecnologicamente più avanzati, di cartaceo esisterà solo la carta igienica. Perché abbattere una splendida foresta? La si potrebbe rendere un parco dove sostare e scambiare opinioni con altri lettori attratti dalla Future Library.

A ogni modo, questo non è che il mio umile parere.
E voi? Coraggio, sono curiosa di sapere cosa ne pensate: commentate l’articolo o il post relativo sulla pagina FB. Certo, magari tra cent’anni saremo tutti un mucchietto di polvere (almeno quelli della mia generazione), ma oggi… siamo qui.

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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