Monopoli, imprevisti e ‘sticazzi

Vorrei trovare un modo per fare un saluto “a effetto” per aprire questo nuovo articolo sul blog, ma… nonostante sia apparso nell’universo WordPress e sui Social soltanto ora, sappiate che è stato scritto alle 8.00 del mattino, assieme all’immancabile compagnia dell’allergia che mi stringeva forte forte come un koala indemoniato e imbottito d’eucalipto. Morale della favola – breaking news: ho sonno.
Andiamo, aiutatemi voi. Lo sentite il rullo di tamburi che cresce intorno a voi?? Ecco, ci siamo! Tra 3… 2… 1…

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Supponendo che il saluto sia stato a effetto e che non lo dimenticherete per il resto della vostra vita, ora mi sento in grado di proseguire.
Il titolo di questo articolo riassume egregiamente ciò che mi è capitato nelle ultime due settimane. Monopoli, perché spesso la città in cui vivo mi sembra un cartellone da cui è impossibile sconfinare; imprevisti, perché con un nonno con l’abbonamento all’ospedale si corre sempre di qua e di là a ogni ora del giorno (senza calcolare i picchi emotivi degni di una soap opera cilena da dover gestire in famiglia); e ‘sticazzi perché… è quello che bisogna dire quando accadono cose inaspettate che ti turbano, che ti fanno preoccupare. Come quando la persona che amate è in difficoltà, come quando il caffè bollente del mattino vi cade sul ginocchio (c’è chi si becca la freccia e chi il caffè nel ginocchio, ma io li becco entrambi), come quando non sarete mai pronti abbastanza per l’esame di martedì (tutti abbiamo un “esame del martedì”), o come quando leggete “Orfani” con la speranza di rivalutare la Bonelli e vi accorgete che non è che un cumulo di stereotipi e americanate frettolosamente “armonizzate” (almeno, fin dove ho letto io).
Di fronte a tutto questo, io dico: ‘STICAZZI.
So che esiste anche un libro che si intitola proprio “Il metodo sticazzi”, a opera di Carla Ferguson Barberini. Forse dovrei leggerlo, magari è carino. O forse no. Nel caso, ‘sticazzi.

A ogni modo, dalla prossima settimana dovrei finalmente iniziare a lavorare al mio nuovo romanzo. Con gran sorpresa di chi mi conosce – e del mondo intero – non sarà il fantasy di cui ho accennato in passato: nonostante abbia già scritto il soggetto, devo ancora apportare qualche modifica strutturale prima che sia pronto per la stesura.
Invece, quella che voglio intraprendere è una sfida: scrivere un breve romanzo di narrativa con ambientazione storica… entro il 31 dicembre! Perché? Beh… vai con la suspense: ve lo rivelerò quando tutto sarà finito. Anche perché tutto quello che progetto va spesso a quel paese. ‘Sticazzi.

Come quando hai sonno e finalmente puoi metterti a letto, con un bel manga fra le dita. Sospiri, sorridi, ti distendi e… fuori casa si materializza una parata di motociclisti. Che non solo non ti porta via con sé, ma si mette a orchestrare l’Aida di Giuseppe Verdi con clacson e rombi di motore gridando in coro: ‘STICAZZI!


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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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