Personaggi CoIn: Johan Larsen

E’ altissimo, purissimo, levissimo. E anche simpaticissimo. Un mattacchione dal sorriso sincero, capace di scaldarvi il cuore come se foste all’Equatore. E pensare che viene dalla Scandinavia… ecco a voi un altro simpaticone dell’allegra combriccola, Johan Larsen!

johan
Il cuoco de li cuochi, erede degno di MasterChef nonché unica ancora di salvezza, quando si tratta di mangiare qualcosa che non sia precotto o imbottito di conservanti. Soggetti come Gloria o Ellie sarebbero capaci di vivere mangiando unicamente carne in scatola; in casi del genere, Johan indossa le vesti del fiabesco Principe Gastro-Azzurro. Giunge sul suo mestolo bianco, armato di pozioni genuine e nutrienti, pronto a sfamare i bisognosi – o, molto più onestamente, gli ingordi – senza chieder nulla in cambio. Ed è proprio questo il suo pregio più grande: Johan non chiede mai, ma è sempre pronto a dare. Che si tratti di una parola di conforto o di un parere sincero, di un’occhiata complice o di una spalla su cui piangere. O su cui mangiare.

Per Gloria, la protagonista di Colazione Internazionale, diverrà come un fratello. E come un ristorante aperto 24 ore su 24. In un modo o nell’altro, è abbastanza chiaro che il nostro amico norvegese non esiterà a prendersi cura di lei, così come degli altri strampalati coinquilini dell’appartamento di Perrin’s Lane.

«Una cosa ti sembra impossibile finché non decidi di farla. Ci riesci quando decidi che è già compiuta e smetti di aver paura anche solo di tentare. Non è facile da spiegare, la senti qui e qui» disse, toccandosi prima la testa e poi il petto: «Si tratta di volontà. Capisci dove voglio arrivare?»
«Si, però… se sei passato prima di me per la prova della omelette perfetta, allora sai che è tutto un gran casino.»
«Eccome se lo è. Ma tu devi continuare a alzarti ogni sacrosanto giorno e rompere tutte le uova che hai bisogno di rompere, fino al momento in cui ti sentirai pronta.»

Curiosità: Johan soffre incredibilmente i mezzi di trasporto. Precisiamo, qualsiasi mezzo di trasporto: pattini, biciclette, scale mobili, auto, canotti gonfiabili, sommergibili, mongolfiere. E chissà quanta altra roba ancora. E’ un mistero come sia sopravvissuto al viaggio in aereo per Dublino, assieme a tutti gli altri. Soprattutto, è ancora un mistero come sia atterrato a Londra – da Oslo – tutto intero.

La gente, nel resto del mondo, era diversa da quella a cui ero abituata io. Era bello abbattere le barriere e esprimersi in semplicità, anche con lo sconosciuto che presto sarebbe divenuto familiare.
«Buonanotte» ci disse a un certo punto Aiguo, inchinandosi di nuovo. Indugiò un attimo fuori la porta del bagno, incuriosito e sconcertato dai versi disgustosi emessi dal norvegese, e poi andò a dormire.
La mia vita da raminga era giunta al termine.

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Informazioni su Daniela Apparente

Writer, reader, gamer, traveler, eater.
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